Incontriamo un albero e gli chiediamo dove va.
Seguiamo un marciapiede e scopriamo come sta.
Ascoltiamo un racconto e capiamo da dove viene.
Agrourbana mappa luoghi e persone per attivare relazioni e trasformazioni condivise. Mappare vuol dire custodire e scoprire. Vuol dire creare connessioni e possibilità di incontro tra realtà diverse.
Ogni mappa è una storia che si muove. Può informare, emozionare, far giocare. Può cambiare con chi la percorre, con gli eventi, con il tempo. Una mappa può unire e sciogliere i confini tra natura e città con strumenti leggeri e partecipativi.
Su una mappa possono nascere idee, comunità, progetti. Si possono aggiungere punti visibili e invisibili, ricamare storie, intrecciare racconti. La mappa diventa un modo per dare valore a ciò che spesso resta nascosto.
Una mappa mostra come scegliamo di guardare il mondo. Con limiti o senza, con più o meno natura, con voci celebri o voci comuni.
Agrourbana mappa senza limiti. Incrocia i sentimenti dei gufi con quelli dei re, le parole dei bambini con quelle dei giganti di cemento. Nella realtà non esistono ossimori, esistono solo storie che aspettano di incontrarsi sulla stessa mappa.
È un cinema nel bosco.
Un sentiero in città.
La campagna fra i tetti.
Una piazza fra i cespugli.
Una biblioteca sotto una quercia.
Una foresta tra le strade.
Agrourbana usa mappe e narrazioni per reimmaginare futuri condivisi, aggregare persone e modificare gli spazi di comunità ampie.
Mappe per guidare futuri possibili.
