Cena Itinerante “Saluti da Modigliana” ed. XVIII N.2 – 12 settembre 2025

La Cena Itinerante – Saluti da Modigliana organizzata da Agrourbana, CL-Hub e Distretto A è un evento culturale e partecipativo che trasforma il centro storico di Modigliana in un percorso di esplorazione urbana, in cui cibo, arte e musica diventano strumenti per riattivare spazi, relazioni e immaginari collettivi. L’iniziativa si inserisce nel solco della storica Cena Itinerante di Faenza ideata da Distretto A, ma assume a Modigliana una configurazione specifica, fortemente legata alla dimensione del borgo, alla sua struttura spaziale e alla comunità che lo abita. 

All’interno di questo progetto, Agrourbana ha svolto un ruolo attivo nella mappatura degli spazi del centro storico, individuando vicoli, corti, scorci dimenticati e luoghi di particolare valore simbolico e urbano, compresi entro la terza cinta muraria. A partire da questa mappatura, l’associazione ha contribuito alla definizione di una proposta culturale orientata all’esplorazione del centro storico, concependo l’evento come un attraversamento lento e diffuso del borgo, capace di guidare il pubblico in una lettura non convenzionale degli spazi urbani.

La Cena Itinerante è stata pensata come un dispositivo di riattivazione temporanea, in cui gli spazi non vengono semplicemente utilizzati come contenitori, ma diventano parte integrante dell’esperienza. In questo contesto, un ruolo centrale è stato assunto dagli chef e operatori enogastronomici, soci di Agrourbana, che hanno occupato liberamente gli spazi loro assegnati, reinterpretandoli e adattandoli alle proprie pratiche. Attraverso questa modalità, gli chef non sono stati meri fornitori di servizio, ma attori diretti della riattivazione urbana, contribuendo in modo creativo e autonomo alla trasformazione temporanea del centro storico.

L’evento ha proposto un percorso enogastronomico diffuso, intrecciato con installazioni artistiche, performance musicali, aperture straordinarie di spazi culturali e momenti di socialità, restituendo un’immagine del borgo come sistema vivo e attraversabile, capace di accogliere usi plurimi e temporanei. La dimensione conviviale si è così trasformata in strumento di lettura urbana, favorendo l’incontro tra abitanti, visitatori, artisti e produttori locali.

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